Pubblicato in digitale venerdì 21 novembre, ‘We All Suffer’ racconta l’anima più elettrica di Wayloz, chitarrista, cantante e compositore. Il mini-album completa il debutto solista dell’italo-nigeriano Osasmuede Aigbe (Oz) che, già membro dei Gemini Blue, ha intrapreso una carriera in solo che lo ha visto pubblicare a luglio l’ep ‘Half Cast’, quattro brani che hanno raccontato la sua anima acustica, rurale e folk.
‘We All Suffer’ prosegue il percorso artistico di Wayloz con cinque inediti coesi nel sound e nell’estetica che affrontano la poetica personale dell’artista. Il disco è stato registrato e mixato in quattro giorni nell’emblematico ‘Poddighe Studio’ a Brescia, imprimendo su nastro un sound dal sapore vintage, grazie anche all’utilizzo di strumentazione come mellotron e wurlitzer, oltre che alla ripresa dei riverberi naturali delle stanze.
L’esecuzione delle composizioni è stata strutturata con l’interpretazione di un power trio di polistrumentisti, creando terreno fertile, in studio, per la creatività e l’interplay.
Nonostante le premesse, ‘We All Suffer’ rimane un lavoro moderno, dove le influenze del passato e del futuro confluiscono in un unico linguaggio, manifestandosi in un breve ed intenso viaggio che tocca le sponde del rock alternativo, del jazz e del folk primitivista ed inglese.
Attraverso il titolo, Wayloz vuole sottolineare l’importanza dell’immedesimazione verso l’altro, a discapito di una più cinica e rassegnata riflessione esistenziale: il dolore può diventare il mezzo mediante il quale si riscopre l’empatia, annientando l’io e ponendosi in ascolto del mondo.
Wayloz rappresenta il debutto solista di Osasmuede Aigbe, chitarrista, cantante e compositore. Metà dei Gemini Blue - il duo originario del lago di Garda nato nel 2020, con il quale ha pubblicato un album ed alcuni singoli - OZ (Osasmuede) rappresenta la sua identità artistica italo-nigeriana, raffinata in anni di studio, esperienze e sperimentazioni, in Wayloz. Il progetto si ramifica in un songwriting dalla doppia anima: la prima versata alla musica acustica, rurale, pagana e folk e la seconda, dall’assetto elettrico, che rimanda ad artisti come Jeff Buckley, Queens Of The Stone Age, All Them Witches e King Crimson. A mediare, in questa dualità contrastante e non incoerente, c’è un fil rouge rappresentato dall’estetica sonora dell’artista, l’approccio intimista verso la produzione dei brani e uno stile vocale personale.
Prendendo spunto da musicisti come John Fahey, Comus, Donovan, Nick Drake e Skip James, il debutto ufficiale di Wayloz avviene con la pubblicazione, a luglio 2025 di ‘Half Cast’, tre brani originali e una cover del leggendario Muddy Waters in chiusura, una sorta di viaggio all’interno di un mondo infestato da armonie desertiche, melodie rurali e ritmi tribali. Il titolo omaggia le origini nigeriane di Oz e fornisce un quadro sonoro molto chiaro dell’artista, grazie anche alla scelta dell’utilizzo di strumenti come la chitarra a dodici corde e la chitarra dobro. Pubblicato il 21 novembre, ‘We All Suffer’ rappresenta invece l’anima più elettrica di Wayloz.

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