“Portulaca”, fuori il primo album del cantautore novarese COLLEONI
Anticipato dal singolo “Sinonimi e contrari”, esce in CD e su tutte le piattaforme digitali, “Portulaca” il primo album del cantautore novarese COLLEONI, pubblicato e promosso da Alka Record Label.
Otto canzoni tutte scritte e composte dal cantautore, a eccezione di “Gaza”, scritta a 4 mani con Antonello Mei. Prodotto, registrato, e suonato da Colleoni, Portulaca è senz’altro un prodotto artigianale, il che lo rende autentico e nelle sue imperfezioni, genuino.
Si tratta di ballate spesso dalla struttura cantautorale, pochi ritornelli, suoni per lo più acustici, Hammond e Mellotron utilizzati senza cautela per colorare chitarre e pianoforte.
Pochi cori selezionati, melodie vocali a volte centrali, a volte meno.
Testi curati, per tematiche maneggiate non troppo spesso (non c’è una canzone d’amore) dentro e fuori dall’attualità. Ricerca della rima a volte fino al virtuosismo alla Guccini.
“Portulaca doveva essere un EP di cinque pezzi, – dichiara Colleoni - e sei mesi fa non aveva ancora un titolo. Durante quei sei mesi, però sono nate spontanee altre tre canzoni (Una Perla, Parlami e Gaza) che, anche per i temi che trattano, necessitavano di uscire con questo lavoro.
Dal fatto che sono cresciute spontanee e impreviste, e mi sono piaciute immediatamente, ho pensato, per il titolo, a cosa potesse avere queste caratteristiche: La Portulaca è un’erbaccia
infestante che cresce facilmente su pietra o asfalto... ed è buonissima da mangiare (provare per credere!)”
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BIOGRAFIA
Colleoni è il nome del progetto solista di Luca Borin, cantante e autore novarese classe 1984. Dopo molti anni di attività in svariati progetti musicali e teatrali, tra cui alcuni ancora attivi – Le Mondane, Rego Silenta, Faber 70-73, Gino Donè il partigiano che salvò Che Guevara, Gaberscik, Whiskey Facile, e altri – Luca decide di avviare un progetto personale, in cui potersi esprimere esattamente come vuole.
La scelta del nome d’arte, deriva dal cognome della nonna materna.
Colleoni è musica d’autore, e le sue fondamenta si possono trovare negli artisti che ha sempre amato: Guccini, Gaber, Capossela, De Andrè, Bianconi, Dalla.
Canzoni scritte per durare, dentro e fuori dall’attualità, suonate con strumenti acustici. Storie, allegorie, ritratti. Niente di nuovo sicuramente, ma qualcosa che vuole essere ben fatto.
Francesco Guccini, più che un “Artista”, ha sempre preferito definirsi un “Artigiano”; Ecco, l’approccio è questo.

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