Capstan & Muttofunk tornano con “F.U.E.L. 2: Space Program 45”


A sedici anni di distanza da “F.U.E.L. EP”, Capstan e Muttofunk tornano a condividere un progetto completo con “F.U.E.L. 2: Space Program 45”, nuovo album in uscita per Vibrarecords / Bootay, disponibile in formato digitale e in vinile.
Più che un semplice seguito, il disco riattiva un percorso iniziato nei primi anni Duemila e porta nel presente un’identità musicale costruita nel tempo tra hip hop, funk, cultura del sampling, synth e drum machine. L’acronimo F.U.E.L. – Funk Union Editing Loops resta infatti la chiave di accesso a un progetto che ha sempre fatto dell’incontro tra linguaggi differenti uno dei suoi elementi distintivi.
Il primo F.U.E.L., pubblicato nel 2010, era nato dopo anni di demo, concerti e collaborazioni tra i due artisti, passando anche attraverso l’esperienza dei Vocoderz, side project caratterizzato da campionamenti funk, rap e voci pitchate. Negli anni successivi Capstan e Muttofunk hanno continuato a incrociare i propri percorsi in diverse produzioni e dal vivo, fino alla pubblicazione, alla fine del 2025, del singolo “Bella Storia”, scintilla da cui ha preso forma questo nuovo capitolo.

UN DISCO SUL PRESENTE, SENZA RINUNCIARE AL GROOVE


“F.U.E.L. 2: Space Program 45” attraversa esperienze, contraddizioni e situazioni vissute in prima persona. Al centro c’è soprattutto il tema dell’identità, osservata in un periodo storico nel quale mode, social network e pressione collettiva sembrano spingere continuamente verso l’omologazione.
I testi alternano così passaggi più intimi e riflessivi a episodi decisamente più leggeri, notturni e legati alla dimensione del party. Accanto alla voglia di divertirsi emerge uno sguardo critico sul culto del denaro e dello status, sulla società della performance e su quella continua tensione tra essere e apparire che attraversa la contemporaneità.
Capstan affronta questi argomenti attraverso ironia, giochi di parole e riferimenti alla cultura hip hop, evitando però di trasformare il disco in un esercizio didascalico. La dimensione riflessiva e quella più ludica convivono lungo tutto il progetto: fermarsi a guardare ciò che succede intorno e, allo stesso tempo, continuare a muoversi dentro il presente.
Sul piano sonoro Muttofunk costruisce un impianto fortemente legato all’hip hop, al funk e alle influenze West Coast, lavorando con synth e drum machine e recuperando l’attitudine del primo progetto senza trasformarla in nostalgia.
Ad arricchire il disco arrivano inoltre le collaborazioni di DJ Zeta, Sebastiano De Gaspari, Snapcat, Lord One e DJ Maroder.

DA “F.U.E.L.” A “SPACE PROGRAM 45”

Anche l’immaginario visivo prosegue il racconto cominciato nel 2010. La copertina del primo EP collocava Capstan e Muttofunk nello spazio, tra esplosioni, fumo e navicelle, recuperando suggestioni fantascientifiche e richiami al P-Funk. Il progetto era stato pubblicato all’interno di un packaging DVD corredato da trama, informazioni e finte recensioni, trasformando il disco quasi in un piccolo film.
Con “Space Program 45” quello stesso universo viene ripreso da una prospettiva differente. Questa volta al centro non ci sono soltanto i protagonisti, ma soprattutto il segnale, la trasmissione e il viaggio: televisori, estetica VHS e suggestioni da vecchio programma spaziale costruiscono il ponte tra i due capitoli.
Anche il formato fisico entra direttamente nel concept. L’edizione in vinile presenterà infatti la cover attraverso uno sticker sagomato a forma di televisore, con un effetto lucido sullo schermo, riportando l’attenzione sull’oggetto e sulla componente visiva e narrativa del progetto. La grafica è firmata da Tommy Verità.

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